Donne/Uomini
Io scrivo messaggi chilometrici, pieni di parole, aggettivi, avverbi, punteggiatura.
Lui risponde mediamente utilizzando 5 lettere.
Poi uno dice le difficoltà di comunicazione.
Si potrebbe cominciare insegnando alle bambine a essere sintetiche e ai maschi a essere analitici, no?
Le parole che non ti ho detto
Sms di Ragazzetto: “… ho trovato una persona stupenda con cui sto. So che sei contenta per me. Perché lo sei, VERO???”
[Io sarò contenta quando sarai grasso calvo deforme e l’uccello non ti si rizzerà più]
Sms mio: “Io sono felice se sei felice, lo sai”.
Questa cosa di essere miope mette un po’ in crisi i miei progetti per il futuro, che è sempre molto molto confuso.
Mille e non più Mille
Ehi, stalker di Tumblr, ADOROVI.
Fenomenologia dello stronzo
Il numero 1, il coglilapallaalbalzo.
Io, 18 anni, più o meno; due anni insieme, più o meno.
Io: “Mi ami?” (era un gioco scemo, sì, quelli che fanno gli adolescenti innamorati; io glielo chiedevo, lui diceva sì, certo, un mondo, anzi, un universo).
Lui: “Ecco, dato che sollevi la questione… Non lo so. Direi di no”.
Il numero 2, il pietoso.
Io, 20 anni, innamorata come una pera cotta; stiamo insieme, facciamo sesso, parecchio.
Io: “Ti amo”.
Lui: “E’ molto bella questa cosa che dici. Mi dispiace, io no”.
Il numero 3, il rinnegatore, ispiratosi al celebre episodio evangelico.
Io 19 anni, innamorata come una pazza; ogni giorno mi svegliavo pensando che ero fortunata perché ero la fidanzata di lui; stavamo insieme da sei mesi, era l’anno della maturità.
Lui: “Voglio solo dimenticare di essere stato con te”.
Il numero 4, l’egocentrico.
Io 35 anni, lui tantissimi di più.
Si stava insieme, si scopava tantissimo, ci si scriveva lettere d’amore.
Lui: “Non sai che peso terribile è non amarti più mentre tu mi ami ancora”.
(per la cronaca, le sue lettere d’amore erano copincollate, e mentre stava con me stava con altre tot; tutto con documentazione fotografica)
Il numero 5, il voltafaccia.
Io 27 anni; lui un collega.
Una specie di colpo di fulmine.
Sesso, trasferimento di lui, lettere, telefonate fiume.
Progetti tipo “quando vieni giù da me?”.
D’un tratto il silenzio più totale.
Dopo settimane lo chiamo e gli chiedo dove è finito, come sta.
Lui: “Non sono mai stato così felice in vita mia”.
Il numero 6, il vago.
Io 37 anni, lui troppi in meno.
Ci vediamo, facciamo sesso meraviglioso; molto, e meraviglioso.
Prima delle vacanze ci incontriamo.
Io: “A settembre ci rivediamo?”.
Lui: “Certo che ci rivediamo, che domande; sei la prima persona che voglio vedere quando torno a Torino”.
Era il luglio del 2010.
(sono sicura che ce ne sono stati altri; ma mi pare un campione abbastanza significativo per spiegare la scelta del mio nick)
Potrei avere delle cose da scrivere
Ma stamattina mi fa fatica anche rebloggare…
Tra me e me
Sono sopravvissuta alla morte di mia madre, all’esistenza di mio padre e a te.
Figurati se mi fa davvero paura il traffico di Firenze
Cose che ho capito dopo tre settimane
1) I fiorentini parlano malissimo di Firenze.
La parola chiave è i fiorentini.
Se lo fai tu ci tengono a dimostrarti che meravigliosa città sia.
Oltre ogni ragionevole limite, per altro.
2) I fiorentini hanno questa cosa dell’italiano perfetto e le vocali aperte e chiuse su cui se la tirano tanto.
E non è bene far loro notare le consonanti che saltano/strascicano/mangiano perché tanto ti dicono che possono evitarlo appena vogliono.
Ah, dimenticavo: non lo fanno.
3) I fiorentini sono ossessionati dal traffico.
E hanno ragione.
Anche se, probabilmente, il traffico di Firenze è uguale uguale a quello delle grandi città italiane.
Solo che Firenze no, non è una grande città.
4) Firenze è bellissima.
Ma solo vista dal Piazzale.
E solo il centro.
Come tutte le altre città d’Italia, direi.
5) Io sono fortunata, perché di polemizzare con un fiorentino non mi viene nemmeno voglia, e sentirli parlare la loro lingua assurda è una cosa che trovo divertentissima, e vivere qui per ora mi piace, e ho conosciuto fiorentini/e e affini belli e simpaticissimi.
E poi, dato che sono sicura che Torino sia più bella, non mi metto nemmeno a giocare.
;)
Cose di casting
Una fa un provino per una trasmissione di cui le frega nulla per sfidar se stessa, lo passa, e si trova con l’ufficio casting che la stalkera per convincerla ad accettare assolutamente.
Sì, mi sto bullando.
Bei ricordi
Eh no. Ovvero. Per ragazzi tamarrissimi ipertestosteronici aggressivi e supermaschilisti era un gran complimento. Relativizzando, ovvio.Il più bel complimento che mi hanno fatto i miei studenti risale al 2000.
Loro facevano il professionale meccanici ed eran tutti maschi e bruti (con una T sola).Una mattina alle 8 parcheggiai davanti a scuola, e venni accolta così: “Minchia prof, lei parcheggia come un uomo!”
Più che un complimento mi pare un insulto alla categoria.
Bei ricordi
Il più bel complimento che mi hanno fatto i miei studenti risale al 2000.
Loro facevano il professionale meccanici ed eran tutti maschi e bruti (con una T sola).
Una mattina alle 8 parcheggiai davanti a scuola, e venni accolta così: “Minchia prof, lei parcheggia come un uomo!”
Il Sahara de no’artri
In soggiorno ci sono 28 gradi.
In bagno 15 in più.
Dubbi esistenziali da quindicenne
E se alla fine invece di essere la fragile donna che penso di essere fossi la donna forte che fingo di essere?
Sono così infedele che tradisco FB con Tumblr, il Tumblr con Friendfeed, e Friendfeed con Instagram.
Sono già eccitata al pensiero di iscrivermi a Diaspora.