Rassegniamoci
I monosillabi e il silenzio sono risposte date a voce molto alta.
[meglio disilludersi presto]
Il particolare che fa la differenza
Interi discorsi d’amore rovinati da un messaggio del cazzo.
Sono cose
Sono un gioco sostituito da un gioco più nuovo.
Il tempo mi scivola tra le mani a una velocità incredibile, e così la vita.
Cazzo.
Tante parole d’amore, e poi nemmeno riesci a sopportarmi per 48 ore?
Si chiama autonomia, e consiste nel tirarsi fuori dalla merda da soli.
Così da non scoprire che, anche chiedendo aiuto, nessuno te li darebbe.
Se io introduco un argomento che non ha alcun successo è perché l’altro VUOLE IGNORARLO, vero?
Cose difficili
Ok.
Siamo sinceri.
Ci sono cose che uno non sa fare e non può imparare a fare.
Ci sono cose che ci appartengono, e cose che invece no, anche sforzandoci.
Ci sono strade che portano dritte ai cuori delle persone, e ci sono cuori irraggiungibili.
Ci sono primi posti e secondi posti.
E terzi, e così via.
E ci sono posti che non sono posti per noi.
E ci sono io che sono in un posto che non è il mio, e che desidero un posto che non è il mio nemmeno quello.
Io, che ho il destino della quasi adatta.
Io, che adatta, mai.
(e cazzo)
Ho ingoiato tutta una serie di parole.
E le parole facevano delle frasi.
E le frasi facevano un pensiero che era meglio non ingoiare.
Ma non riuscirò a dirlo.
O almeno, non oggi.
Cose che. (punto)
Troppe cose ci dividono.
Troppe poche cose ci uniscono.
A volte, mentre guido tra le strade tortuose di qui, mi viene il folle desiderio di un angolo retto, di uno scorcio di Torino.
A volte anche di uno scorcio che non mi è mai piaciuto, o che conosco poco.
Di solito, in quei casi, piango.
Non è che non si possa fingere in ogni singolo istante della vita, e io che mi vanto d’essere un’attrice, poi.
Ma la fatica.
Vogliamo parlare della fatica?