Ora
Non è nemmeno stata una brutta serata, ma così, di nuovo, tutto insieme, mi viene addosso questa sensazione di vita sbagliata, non mia, provvisoria.
La consapevolezza che il disamore non si dimentica, perché è terribile patirlo.
La malinconia per le cose che soltanto due giorni fa avevo a portata di mano e adesso sono di nuovo lontane, e chissà quando tornano, e se tornano.
E piango come una cretina, mentre scrivo sul Tumblr.
E vorrei dormire e basta.
Ma basta davvero.
(sono stanca, sì)
Ripetete con me
Sono una cogliona senza speranza.
E le merito tutte, davvero.
Ci sono porte che sbattono.
E persone che restano chiuse fuori.
Cretina, proprio
Io sono quella che fa la figa facendo finta che due mesi di lontananza siano pochi.
E poi vengo distrutta da un giorno senza telefonate.
Chissenefrega di morire, se uno deve vivere una vita che non è la sua.
Censura
Stasera l’insegnante di teatro mi ha rimproverato perché mi censuro.
Per paura di sbagliare, per vergogna, per paura di essere giudicata.
Io credo che abbia ragione.
Credo di vivere un momento in cui sono sempre opaca.
Momenti -3, come quelli della recitazione cinematografica, come diceva Pietro l’anno scorso.
E la vita che faccio non aiuta.
E la reticenza che sento che mi avvolge, mi aiuta ancora meno.
Un pensiero basta a infrangere un sogno.
Il bisogno di attenzioni continue, di rassicurazioni, di carezze, di presenza, mi rende una donna insopportabile.
Cose difficili
Ok.
Siamo sinceri.
Ci sono cose che uno non sa fare e non può imparare a fare.
Ci sono cose che ci appartengono, e cose che invece no, anche sforzandoci.
Ci sono strade che portano dritte ai cuori delle persone, e ci sono cuori irraggiungibili.
Ci sono primi posti e secondi posti.
E terzi, e così via.
E ci sono posti che non sono posti per noi.
E ci sono io che sono in un posto che non è il mio, e che desidero un posto che non è il mio nemmeno quello.
Io, che ho il destino della quasi adatta.
Io, che adatta, mai.
(e cazzo)
Cronache dei miei 15 anni
Sono indecisa tra un pianto preventivo o una felice incoscienza ad libitum.
Consigli?
Informazioni non richieste
Sì, io sto bene.
Dato che sono una che si vanta di saper stare al suo posto, per esempio ora dovrei farlo.
(tutto fumo e niente arrosto, proprio)
A tradimento
E mentre sale un’alba di una bellezza commovente, improvvisamente trovarsi in una piazzola di sosta di due vite fa, cercando di ricordare cosa diceva Lui dell’alba.
E come un uragano che spalanca le porte, fare entrare le parole le mani posti di cui non ricordo i nomi che pure pensavo indimenticabili e i baci e il black out e il nubifragio e le notti e gli sguardi.
E ricordare d’improvviso tutto.
E non capire come aver fatto a vivere cinque interi anni senza quel tutto.
E volere, con tutte le proprie forze, per un istante, di nuovo, morire, che tanto questa sceneggiata che metto su tutti i giorni non è vita e lo sappiamo bene.
Poi, piano, spingere i demoni fuori dalla porta.
Mettersi la faccia giusta.
Andare in classe.
Ora, da bravi, in coro, ripetete con me:
COGLIONA!