C’è questa cosa che mi capita sempre, quando faccio scelte grandi nella vita.
Dopo un certo tempo - sei mesi, un anno, due, dieci - guardo le mie scelte e non me ne ricordo la ragione.
Mi chiedo quando mi è successo, che ho scelto di fare quella scelta lì.
Mi chiedo chi ero, quando ho fatto quella scelta lì.
Stasera, in macchina, attraversavo un ponte, e vedevo l’Arno, e le luci del Duomo, e la torre di Piazza della Signoria, e mi chiedevo come io abbia fatto, a venire a vivere qui.
Come abbia fatto, a deciderlo.
Chi ero, quando l’ho deciso.
Perché quella donna lì, è chiaro, non c’è più.
Ed è questa, la chiara percezione della fine.
È che effettivamente faceva molto caldo, e quindi una doccia gelata ci voleva.
Stare davanti al dolore è l’unica cosa che vale la pena di imparare a fare nella vita.
Davanti al dolore e a fianco di chi lo prova.
E sanno farlo in pochi.
Per quello quei pochi sono così preziosi.