February 22nd, 2012

Per stare in questa vita dovrei farmi dimagrire l’anima.

February 21st, 2012

Dei semi e dei deserti

Esistono, no, quelle piante nei deserti che stanno mesi interi con i semi sepolti sotto la sabbia senza aver bisogno di acqua?

Io a volte sono un po’ così.
Me ne sto lì buonina.

Poi, alla prima pioggia - ma che dico pioggia, bastan due gocce di umidità - quelle piante fioriscono, rigogliose.

Io, ecco, faccio uguale uguale.
Mesi senza niente, e poi alla prima goccia d’amore, rifiorisco.

L’unico inconveniente, per me e per le piante, è che a furia di star nascosti sotto la sabbia, ci si dimentica della nostra esistenza.

February 5th, 2012

Momenti blu

A volte basta una strada sbagliata per farmi riflettere che non ho idea di dove sia la benzina più conveniente, che non ho un negozio in cui comprare i jeans, e non so dove andare a passeggiare, e la banca lontana, la posta scomoda, la scuola di teatro dall’altra parte della città, il lavoro a 40 chilometri, e nessun amico che mi conosce davvero, e la casa umida e fredda e la caldaia che va a singhiozzo.

E messi tutti in colonna questi pensieri mi chiudo in un bagno microscopico che deve essere scaldato con una stufetta e piango.

E non sarà mai casa, questo posto.
E voglio andare via

January 9th, 2012

Sulla depressione

Io la sento, che avanza.
La sento che mi gira intorno, mi fa intricare i pensieri, mi fa dormire male, mi fa sognare peggio.

Io la sento che striscia ai miei piedi.
Che mi fa alzare più stanca di come sono andata a dormire.
Che mi fa pensare sciocchezze, grosse.

La sento, la guardo; vedo che mi osserva, pronta a colpirmi appena abbasserò le armi un istante.
Appena sarò sguarnita, o sola.

La sento, la vedo.
La controllo.
La guardo e mi ci allontano.

Ma non so se posso sfuggirle.

Un po’ ho paura.

January 8th, 2012

Se

Se siete degli specialisti in puzzle da più di 10000 pezzi, venite qui, e rimettetemi insieme.

November 15th, 2011

Ciao Ma’

Domani saranno passati 15 anni.

QUINDICI anni.

A pensarci mi vengono le vertigini.
A pensarci mi manchi ancora.

(a volte mi viene da pensare che ci vedremo presto, ma no, lo so, non è un bel pensiero. O almeno, a te non piacerebbe)

October 30th, 2011

SBAM!

C’è nella mia testa, radicato in fondo in fondo, il ricordo di quel pezzo di Novecento - sì, mi piace Baricco, e quindi? - in cui racconta dei quadri.

I quadri che stanno su, e poi d’un tratto SBAM! e cadono.
E da sempre penso che il cambiamento è così, la presa di coscienza è così.

SBAM!

Sbam è stato sentire, pensare, ammettere - a voce alta con Amica, a voce alta con Moroso, a voce alta con me stessa - che non sto bene.
Che è durissima, davvero.
Che sono stanca, sempre.
Che al lavoro va di merda, perché i ragazzi sono come gli altri - quindi a volte meravigliosi, a volte delle vere merde - ma i colleghi, quelli sono delle merde sempre.
E quando dico sempre non esagero.
E avere un lavoro scomodo, lontano, e disorganizzato non aiuta.

E una casa fredda, con una finestra sempre chiusa, e pochi metri, e il centro lontano e la sensazione di avere una vita in prestito e non più una vita mia è una cosa che mi fa venire un groppo allo stomaco, e non passa.

Così piango, e nemmeno me ne accorgo.

Piango alla Coop, davanti al banco macelleria.
Piango mentre vado al parcheggio.
Piango davanti scuola.
Piango a letto, mentre Moroso mi abbraccia, ma piango in silenzio, senza cambiare il ritmo del respiro per non farmi beccare, e lui non se ne accorge.
Piango davanti alla TV a sentire le interviste a Simoncelli.
Piango in macchina davanti a casa degli amici da andare a trovare il sabato sera, perché non sono amici miei, e non capisco che ci sto a fare.
Piango in tranvia.

E non basta il cielo rosa al tramonto, e il piazzale da cui si vede il Duomo che dimostra quanto siano superbi e vanitosi e abbiano una stima sovradimensionata i fiorentini, ché il Duomo di Firenze è davvero troppo grosso per questa caccola di città.
E non basta che - davvero - mi sembra una città bellissima, a volte.
E non basta che sentire parlare fiorentino mi piace tantissimo.

E ricordo cose che pensavo di avere dimenticato, e la pagina non si gira, niente da fare.

Sono qui, stanchissima, esauritissima, che non capisco dove trovare l’energia che mi serve, quella che fa dire ai miei studenti, giusto ieri mattina “come fa a essere sempre di buon umore?”.

E io che non ho avuto il coraggio di dire la verità: sono un’attrice, evidentemente anche brava.

July 20th, 2011
July 14th, 2011

Cose che

C’è stato un lungo periodo della mia vita in cui ho creduto nella veggenza, e vabbè.
E che amavo uno che mi leggeva nella testa, e lo faceva davvero, essignore.

Poi ieri l’ho visto, che parlava con una mia ex amica che sapeva i cazzi miei.

A volte il potere veggente ha un nome e un cognome.

E le amiche sono delle gran puttane.

June 27th, 2011

Allora

Allora, mercoledì si va in scena.

Tra il pubblico, un paio di facce amiche, che verranno - forse - a vedere il mio pezzo e andranno poi via.

Noi, insieme, faremo l’ovvia cena post-spettacolo.

Io sarò l’unica senza accompagnatore.
Come al solito.

Ok, è luna nuova, ho la SPM e ho dormito 4 ore.

Ma mi sento sola.

June 24th, 2011

Momenti blu

I miei amici scrivono libri, pubblicano tesi, vincono concorsi, ottengono interviste sui giornali, fanno figli, comprano case, fanno corsi di cucina, diventano ricchi, usano i tablet, sanno preparare il sushi, condiscono con il gomasio, leggono i classici, guardano i film di Fellini, scaricano le serie più cool in rete, conoscono l’inglese (il francese, il tedesco), viaggiano, traslocano, reggono l’alcol, vanno per locali, sono belli magri e intelligenti.


Io oggi ho dormito tutto il pomeriggio, ed è mesi che non compiccio nulla.

Sento la mia vita inutile.
E’ un momento blu, magari passa.

May 27th, 2011

Le piccolezze della vita

Ci sono cose ineffabili dentro di noi, a cui mai pensiamo.
Cose piccole e invisibili che funzionano come piccoli orologi e ci tengono svegli felici e in salute.
Sono cose così piccole che noi nemmeno mai ci pensiamo di averle.

Cose piccole, che ti possono cambiare la vita da un momento all’altro.
Le transaminasi, per esempio.

March 20th, 2011

C’è sempre un momento in cui l’assurdo prende il sopravvento, e mi ricordo che non ho ancora ricevuto il mio regalo di Natale.

January 11th, 2011

Malinconie inspiegabili

Avevo pensato di andare a correre per liberarmi del peso - simbolico e reale - che ho addosso.
Poi mi è presa una specie di svenimento, mentre ero lì tra il chilometro tre e il quattro, e ho pensato che altro che dieci chilometri, qui non si riesce a fare un passo in più da settembre a oggi.

Così sono andata a dormire, non ho risposto a qualcuno che suonava alla porta - se è di buona casa ritorna, diceva la mamma quando era viva - ho cercato di vendere - inutilmente - un pezzo della mia proprietà immobiliare, perché voglio andare via davvero, e per viaggiare occorre essere leggeri.

Ora dovrei lavorare, quasi all’ora di cena, e poi.

Ecco; il fatto di avere un e poi vuoto, stasera, mi fa piangere il cuore.

December 18th, 2010

Il sabato sera sentire Gramellini che racconta la storia del cane Athos che muore tornando alla sua nave è troppo.

Sto piangendo come una fontana.