Per ricordare alle donne che ci son qui che è stasera, e che siam tutte un po’ streghe.
Un giorno troveranno la cura, vero? e io smetterò di sentirmi non abbastanza brava in quello che faccio (non abbastanza da avere un lavoro, almeno), non abbastanza magra e non abbastanza bella per piacerti davvero, non abbastanza appassionata da far in modo che mi desiderassi come ti ho desiderato, sempre, non abbastanza perfetta perché la lasciassi e fossimo felici insieme, non abbastanza indipendente e di successo perché siate fieri di me, non abbastanza preveggente per non aver capito che avrei mandato tutto a puttane, anni fa, tradendoti, non abbastanza sveglia da capire che mi stavi lasciando di nuovo, non abbastanza rassicurante da far in modo che mi amassi come ti amavo io, non abbastanza stabile, e capace di farti capire che mi piacevi sul serio da far in modo che non scegliessi lei.
Mi manca il momento prima di cominciare ad uscire con una persona che ti piace e che ancora non conosci. Gli sguardi sono molto emozionanti. Mi mancano anche i primi tempi di frequentazione, quando esulti ad un suo sms ed è un tripudio di gentilezze moderate e tentativi di apparire al meglio. Mi manca quando non hai ancora rotto il vetro ma vorresti disperatamente. Non so se è giusto che queste cose mi manchino, ma tant’è.
(via plettrude)
Domani viene qui una persona che mi ha aperto le porte del Tumblr, che mi ha fatto un elenco di negozi che ci metterò due anni a visitare tutti, che mi ha lasciato amiche in eredità che non riesco a vedere mai perché faccio la vita di una di quelle che va a letto con le galline, e che sento vicina vicina come se la conoscessi bene.
Io domani prendo il suo libro, lo metto in borsa, e vado a incontrarla.
Sono già felice.
Bentornata a casa, Plett.
Ieri sera alle sette e un quarto ho scoperto che non mi entrano più i pantaloni che il primo agosto erano larghi, ma invece di abbattermi e fare gne gne, mi sono truccata, ho preso l’Iphone e sono andata in centro, a Firenze.
Da lì, perdendomi un paio di volte nel labirinto di questa città di cui mi sfugge ogni logica, ho raggiunto un locale, azzannato due taglieri elefantiaci e bevuto uno spritz in compagnia di tre donne dagli occhi generosi, la risata squillante e la battuta pronta.
Poi, invece di tornare a casa, sono andata con loro al cinema, dove s’è visto un film per femmine, che ci ha fatto ridere fino alle lacrime dall’inizio alla fine.
E ho pensato un’altra volta che è la sorellanza, la risposta ai dubbi e le malinconie della vita.
Tornata a casa, oltre all’accoglienza del gatto, ho trovato una candelina accesa sul tavolo, che mi dava il benvenuto.
E ho sentito un calore in fondo al cuore che non dipendeva dalla temperatura dell’aria.
E ho pensato che l’amore può.
Sì.