Sulla depressione
Io la sento, che avanza.
La sento che mi gira intorno, mi fa intricare i pensieri, mi fa dormire male, mi fa sognare peggio.
Io la sento che striscia ai miei piedi.
Che mi fa alzare più stanca di come sono andata a dormire.
Che mi fa pensare sciocchezze, grosse.
La sento, la guardo; vedo che mi osserva, pronta a colpirmi appena abbasserò le armi un istante.
Appena sarò sguarnita, o sola.
La sento, la vedo.
La controllo.
La guardo e mi ci allontano.
Ma non so se posso sfuggirle.
Un po’ ho paura.
L’innocenza perduta
Una cosa non riuscirò mai a perdonarmi.
Che la Cazzata di Luglio, il mio mancato autocontrollo, mi abbia fatto perdere l’innocenza.
Ci pensavo ieri, che ho l’età che ho, forse per la prima volta in vita mia.
Di solito mi sento più giovane di come sono; e a volte sono stata anche più vecchia.
Ma oggi, dopo luglio, ho esattamente l’età che ho.
Che poi significa che sento lo strisciante cinismo di chi pensa “gli uomini sono tutti uguali” o anche “le persone sono tutte uguali”; la sensazione chiara che metterci il cuore sia una inutile e dannosa perdita di tempo; la convinzione che si affaccia prepotente riguardo al fatto che non ci si possa fidare di nessuno.
E poi che tutti mentano, che l’amore sia solo più una parola da pubblicità e che quelli che sono affettuosi con te in realtà abbiano un secondo fine.
Insomma.
Sento di aver perso l’innocenza, il cuore puro, la speranza, il sogno.
Brutto, no?
La cosa difficile
La cosa difficile è lasciarli morire, i sogni inutili che abbiamo sognato.
Lasciarli morire, dimenticarli, anche se erano bellissimi.
Le cose finiscono, tutto qui.
A prescindere dal motivo
Io, stasera, sto male.
Proprio male.